
Lotta al caporalato
Prima impresa in Italia, nel 1998 Coop Italia ha ottenuto la certificazione etica SA 8000 in base alla quale richiede a tutti i suoi oltre 800 fornitori di aderire a un codice etico che li obbliga ad assumere precisi impegni sul rispetto dei diritti dei lavoratori, sui principi di empowerment femminile, sull'esclusione di qualsiasi forma di lavoro infantile e minorile, sul lavoro coatto, le discriminazioni di sesso, razza e religione e sugli standard contrattuali e di salute e la sicurezza da garantire ai lavoratori.
Nell’ambito della campagna Buoni e Giusti, a partire dal 2016 Coop ha coinvolto oltre 800 fornitori di ortofrutta con i quali sono state individuate 13 filiere ortofrutticole a potenziale rischio caporalato (clementine, arance Navel, arance rosse, uva, anguria, meloni, finocchi, cavolfiori, cavoli, pomodori, fragole, patate novelle, zucchine), sulle quali si è deciso di effettuare controlli ancora più approfonditi di quelli previsti normalmente. Da allora, l'attività di controllo è stata portata avanti ed estesa ad altre filiere ortofrutticole e a quelle dei vini Fior fiore e Assieme e dell'olio extravergine di oliva 100% italiano.
Dall’inizio del progetto (1998) sono state svolte circa 3.200 ispezioni presso i fornitori e, a partire dal dicembre 2015 e fino a fine 2025, sono stati eseguiti 1.843 audit che hanno convolto in media ogni anno il 9% dei fornitori di prodotto a marchio. Dal 2015, sono state sospese 16 aziende per gravi problematiche rilevate e, in caso di non conformità non critiche, è stato richiesto un piano di miglioramento che è stato seguito nel tempo.
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